domenica 24 novembre 2019

Vadduni di buffi: il "nuovo centro smaltimento rifiuti e amianto" dieci anni dopo

Correva l'anno 2009, era domenica, Novembre 8, e un cielo azzurro sovrastava l'albero, la macchia, le cape della gente. Nel Burrone Caporarello, volgarmente "u Vadduni di Buffi", s'inaugurava il "Nuovo Centro Smaltimento Rifiuti e Amianto", poi ribattezzato NuCeSRA. Alla cerimonia presenziavano tecnici e personalità importanti, rappresentanti di associazioni quali Segambiente, WWE (World Wide Emergency), e il Responsabile Comunale per la Gestione di Burroni e Vadduna, oggi Assessore Regionale per le Timpe e i Burroni.


2009: si inaugurava il Nuovo Centro Smaltimento Rifiuti e Amianto.

La nascita spontanea della discarica fu accolta con favore ed entusiasmo: “Situazioni come queste vanno ufficializzate e sostenute'', dichiarava l'Assessore, delineando come obbiettivo quello di sfruttare l'inquinamento del territorio per aumentare il tasso di mortalità locale del 90% e liberare nuovi posti lavoro. Coadiuvato dal Ministro alle Finanze delle Tasche de'Soliti Noti, l'Assessore prevedeva una crescita dell'economia locale, con conseguente ripopolamento del territorio e la costruzione di importanti infrastrutture, quali un autogrill, il ponte sul Burrone, un colorato albergo con spiaggia, un ospedale e un accogliente cimitero. 
Abbiamo avuto l'onore, in questi giorni, di ricevere la visita dell'Assessore e ottenere aggiornamenti in merito all'evoluzione dei numerosi progetti discussi una decade fa. 

"Il ponte sul Burrone, l'autogrill, l'ospedale, e soprattutto il cimitero sono progetti la cui realizzazione richiede dei tempi tecnici, e oggi posso dichiarare che tutto procede a gonfie vele", ha dichiarato l'Assessore. "Circa dieci milioni di euro di finanziamenti dell'UE sono già stati assorbiti e smistati, e i risultati, credetemi, si vedono, specialmente quando ad osservare è un occhio esperto come quello degli addetti ai lavori. A breve questo Burrone sarà il centro nevralgicoso del Mediterraneo. Start-ups e centri di ricerca sorgeranno e fioriranno come la macchia che ci circonda selvaggiosa. Il torrente Zappardino sarà rimpiazzato da un'autostrada a otto corsie che ci permetterà di raggiungere Catania in poco più di mezz'ora".

Questo Burrone sarà il centro nevralgicoso del Mediterraneo.
Straordinario! Abbiamo persino sentito dire che proprio in questa curva sorgerà un centro di ricerca che lavorerà alla de-estinzione del Mammut, è vero? Sììììì, e riporteremo in vita i Dodo e gli Unicorni del Casale. Gli antichi usavano ricavarne sasizze eco-sostenibili, producendo un decimo del metano prodotto con allevamenti bovini. Per noi l'ecosostenibilitezza è un punto fondamentale. Miriamo a stabilire una green economy del Burrone.

Un'economia circolare? Ma anche quadrata, pentagonale.

E per i giovani che farete? Ci saranno molte opportunità - soprattutto per loro, per inserirsi nel mondo del lavoro in maniera competitiva. Purché abbiano voglia di rimboccarsi le maniche e fare la gavetta.

Cioè lavorando per 3 euro l'ora con salari saltuari e incerti, e contratti farsa? Ma no, per carità! Intanto mi lasci dire che i giovani che lavoreranno presso i nostri investitori avranno la fortuna e il privilegio di formarsi presso strutture all'avanguardia che li lanceranno sul mondo del lavoro con un incredibile bagaglio di esperienze e skills. Noi, poi, siamo per la meritocraziosità e la trasparenza, quindi ai posti di lavoro si accederà previo concorso. Le prove avranno luogo a Roma, presso strutture idonee. Noi stessi organizzeremo i transfers, alloggi, pasti e quant'altro necessario. Gli idonei, infine, dopo aver contribuito con una piccola cifra simbolica per la copertura di spese amministrative (1000 euro), potranno finalmente cominciare il loro percorso di formazione che li inserirà nel mondo del lavoro. 

A quali giovani vi rivolgerete? Appena laureati con almeno cinque anni di esperienze lavorative. Poi i dettagli dipenderanno dalle posizioni specifiche.

Single, bella presenza, poliglotta, creativi, flessibili, obbiettivo-orientati? Per esempio. Ma non poliglotta, devono essere in buona salute.

Del salario atteso cosa ci dice? Noi proponiamo un modello nuovo: inizialmente - per i primi cinque, sei anni - i ragazzi sono inseriti nel programma R0 (a retribuzione zero). Studi dimostrano che  i dipendenti inseriti in tale programma riportano bassi livelli di stress sul lavoro, praticamente cancellando i casi di burnout. Si noti che, al contempo, i dipendenti del Burrone potranno usufruire del reddito di cittadinanza. Infine, non dimentichiamolo: i nostri investitori, accogliendo questi giovani nelle loro aziende, staranno già affrontando dei costi elevati. Eviterei paventargli l'idea di dover affrontare ulteriori spese. E' importante che i loro profitti - costruiti su investimenti pubblici - restino decorosi, altrimenti porterebbero altrove le loro attività, lasciando il Burrone e la comunità che lo circonda in questa 'ngona di umido dimenticata da Dio e dalle pecore pure. 

Insomma, non è lavoro, è sfruttamento quello che offrirete ai giovani locali. In senso positivo: sfruttamento delle risorse locali per un Burrone più migliore. Voglio sottolinearlo: nel quadro di sviluppo del Burrone i giovani sono una risorsa fondamentale.

Torniamo ai rifiuti: che ci dice di quelli che trovammo dieci anni fa? Io preferisco chiamarli ri-fiu-sorse (non per nulla i due termini condividono la medesima radice, "ri"). Intanto mi lasci dire che il nostro approccio prevedeva una gestione passivistica del Burrone. Ovvero per dieci anni non abbiamo agito attivamente sul territorio, lasciando che il sistema evolvesse in autonomia.

Cioè siete stati a guardare? Neanche quello. Temendo di influenzarne l'evoluzione, ci siamo proprio voltati dall'altra parte.

E questo è costato 1 milione di euro? Dieci milioni. Mi permetta di continuare: oggi - risultato sorprendente, mi consenta - i rifiuti sono ancora qui, coperti da una densa coltre di verde, terriccio, sterpaglia, ma intatti! In-ta-tti! Un nostro tecnico altamente qualificato è in grado di identificare le antiche ri-fiu-sorse che useremo per costruire il nuovo Burrone. Qui si trova la qualunque! Bossoli di cartucce, ceramiche da bagno, lavatrici, tavolini in plastica. Mi fermo qua, ma la lista è lunga. Capirà la nostra eccitazione!

I rifiuti sono ancora qui, sotto una coltre di verde.
Si trova la qualunque: bossoli di cartucce...
...Ceramiche da bagno, ...
...Tavolini... La lista è lunga!

Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima decade? Correrà l'anno 2029, attraverseremo il ponte sul burrone con mezzi ultraleggeri a basso impatto ambientale? Mangeremo bistecche ecosostenibili di mammut e cavalcheremo gli unicorni del Casale? Voglio essere realista e restare coi piedi per terra, questo è un grande progetto, i costi sono non indifferenti e coperti esclusivamente da soldi pubblici che intaschiamo volentieri. Le idee grandiose. Oggi vi dico: nel 2029, il Burrone stenteremo a riconoscerlo! E lasciatemi prendere l'occasione al volo: oggi, qui, tra questi rovi e queste promesse da marinaio che piovono come grandine a Settembre, voglio compiere un gesto simbolicistico: alla Consigliera di Limmita e i Dirupa voglio affidare il Mestolone del Burrone. 

Alla consigliera affido il Mestolone del Burrone.
Auguri!

Significato del gesto? Questo Burrone rappresenta i burroni tutti. I burroni di Gioiosa, della Sicilia, dell'Italia e del mondo. Stessi scenari troviamo a Tardiolo e Malfitano, per citare dei casi a noi vicini. Il Burrone è, inoltre, come una montagna di minestrone. Più lo si mescola, più emergono i profumi e si amalgamano gli ingredienti in un continuo inestricabile. Come un inscindibile tutt'uno diventano il fagiolo, la patata e il cipollotto che nel tegame si uniscono, così un tutt'uno sono già il Burrone, la monnezza, e lo spirito del popolo del vasto circondario. Alla Consigliera e al suo team io affido oggi il mestolone perché continuino a mescolare, facendo affiorare ingredienti e indimenticabili profumi!

Consigliera, una dichiarazione per la stampa? E' per me un onore essere stata investita da una personalità come l'Assessore Regionale per le Timpe e i Burroni. Uno che ha "visione", come si suol dire. E la sua super-visione, il suo interesse, il suo impegno ci regalano il sogno di un futuro radioso e incredibilioso. Un futuro costruito sui giovani! Con l'entusiasmo che la sua persona irradia, ci mettiamo subito al lavoro per supportare e coadiuvare localmente questi grandiosi progetti. 

Grazie, Consigliera! Buon lavoro e a rivederci al 2029! A presto!

La Consigliera appena investita del Mestolone.

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Con la partecipazione di:

Filippo Capizzi ................. Assessore Regionale per le Timpe e i Burroni
Simone Manfrè ................. Tecnico altamente qualificato
Serena Manfrè .................. Consigliera di Limmita e i Dirupa

Testi e montaggio a cura di: Davide Lena

domenica 12 marzo 2017

L’inciviltà costa - storie di quotidiana monnezza (remake)

Lasciato alle spalle il perimetro del paese di Gioiosa Marea l’occhio del viaggiatore che si affaccia sulla campagna, sul torrente Zappardino, cade su frammenti colorati, cumuli artificiali che scandiscono il miglio di strade in dissesto, contese dalla frasca. Insomma, unni ti giri giri c’è munnizza, c’è il segno dell’incuria del territorio. Non molto tempo addietro l’indigeno gioiosano disponeva solo del classico e maleodorante cassonetto della spazzatura per disporre dei sui rifiuti. Oggi non è più così. Una volta tanto, la situazione cambia in meglio, resta però l’abitudine di abbandonare la monnezza a bordo strada, o negli spiazzi naturali un po’ nascosti; anche in mezzo al paese - non è raro imbattersi in individui che con naturalezza gettano carte e mozziconi di sigaretta per strada. I cestini non mancano, e anche se mancassero…

Al servizio del gioiosano c’è ora il centro comunale di raccolta gestito dall’azienda LEMAC. Ci sono tre sedi dove il pubblico può conferire i prodotti differenziati da riciclare. Una sede a Gioiosa, in paese, una a San Giorgio, e una in contrada Calitù, a un paio di chilometri da Gioiosa, salendo lungo il torrente Zappardino.

Nei centri di Gioiosa e di San Giorgio si possono conferire solo carta, plastica, vetro e latta. Nel centro di contrada Calitù si possono conferire prodotti elettronici (computers e televisioni), oggetti in legno e metallo, e i famigerati rifiuti ingombranti (lavatrici, frigoriferi), quelli che spesso troviamo abbandonati nei luoghi più disparati: accanto ai cassonetti, a bordo strada, in aperta campagna - tutto in maniera perfettamente incivile e illegale.




Che succede a questi rifiuti abbandonati illegalmente? Molti rimangono lì dove sono ('nto Ciummu, 'nto Vadduni di Buffi, a Tardiolu, etc) per ricordare alle generazioni future che tipo di gente dimorava in questi luoghi. Quelli abbandonati nei posti più evidenti e facilmente raggiungibili vengono ritirati dal comune. Ovvero dalla ditta che si occupa dello smaltimento rifiuti. Ovviamente per il comune quest’operazione ha un costo – chi paga? I cittadini, probi e non. Questo scenario risulta tanto più fastidioso se si considera che un privato dispone di ben due opzioni gratuite per disfarsi dei rifiuti ingombranti: la prima opzione consiste nel richiedere il ritiro dei rifiuti telefonando all’ufficio pubbliche relazioni del comune e concordare la data di ritiro. La seconda opzione, delineata sopra, consiste nel conferire i rifiuti direttamente al centro LEMAC. Purtroppo si preferisce caricare il tutto in macchina e poi abbandonarlo in giro – talvolta presso i cassonetti della spazzatura situati nei pressi del ponte dell’autostrada, a poche centinaia di metri dal centro LEMAC!

Oltre ad un senso di beatitudine derivato dalla consapevolezza d’aver compiuto una buona azione, cosa ottiene il cittadino che usufruisce del centro LEMAC? Degli incentivi economici: ogni volta che un utente conferisce dei rifiuti questi vengono registrati, segnandone quantitativo e natura. A fine anno la LEMAC comunica i dati al comune e il cittadino riceve uno sgravio sulla tassa per i rifiuti. Inoltre, l’utente riceve degli “ecopunti”. Questi gli permettono di ottenere degli sconti presso le attività aderenti all’iniziativa “Ricical” (per la quale è stata anche creata l’omonima pagina facebook). 

L’affezionato dell’indifferenziato dovrebbe ora notare che questo, l’indifferenziato, si paga “a peso”. E purtroppo non è raro che chi effettua piccoli lavori di muratura getti gli scarti nel bidone dell’indifferenziato. Questo materiale pesa enormemente facendo schizzare alle stelle i costi dello smaltimento. I laterizi, invece vanno smaltiti presso appositi centri - come la LEMAC. Per chi non lo sapesse, abbandonare gli scarti della muratura, anche in terreno privato, è un reato.

Riassumendo - per te che ti sei distratto nel mezzo del discorso, per lei che va di fretta, e per quegli altri che in fondo in fondo... - a Gioiosa la differenziata ci garantisce sgravi fiscali, alleggerisce le spese del comune, e ci aiuta a mantenere pulito il nostro territorio. Al contrario l’inciviltà costa. La paghiamo tutti con moneta delle nostre tasche, col degrado del posto in cui viviamo, e con l’inquinamento delle acque che beviamo. A chi se ne fotte che mi sento di dire? A stronzo! Nun te reggae più!